mercoledì 20 gennaio 2010

Dr House e la salute 2.0

Molti di voi conosceranno la fiction "Dr. House" che attualmente è in programmazione su Italia 1. Nella puntata della settimana scorsa l'equipe del burbero dottore era alle prese con il complicato (tanto per cambiare) caso di un programmatore di videogiochi. Senza House, ricoverato in una clinica per disintossicarsi, i suoi medici brancolavano nel buio, procedendo come al solito per ipotesi successive. La novità, rispetto al solito cliché, era però il paziente che, non fidandosi dei medici, postava in Internet i suoi sintomi chiedendo un aiuto alla rete. Con l'aggravarsi delle condizioni il paziente decideva di promettere 25.000 dollari a colui che avrebbe fornito la diagnosi corretta. House, in crisi di astinenza non solo di Vicodin ma anche dei rebus del suo reparto, partecipa in incognito risolvendo il caso a distanza.
Credo sia uno dei primi casi in cui la salute 2.0 (diagnosi partecipata) venga mostrata in una popolare serie televisiva. Certamente un segnale preoccupante per tutti quei medici che già oggi si trovano a dover affrontare pazienti sempre più informati (non sempre però in modo corretto).

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