Lo studio di Cergas Bocconi sull'uso del web da parte delle aziende sanitarie rileva un cattivo uso di questo strumento, sia pure con lodevoli eccezioni (poche). I ricercatori hanno considerato otto criteri di analisi (navigabilità, informazioni cliniche, community, interazione medico - paziente, PHR, informazioni per la scelta dei servizi, telemedicina, altre funzioni innovative) che, opportunamente pesati, formano il Patient Web Empowerment Index. La media nazionale, rispetto al massimo teorico di 10, si attesta a 1,5 e spazia dal 2,2 del Nord Ovest allo 0,78 delle Isole.
Tutto ciò sembra essere frutto di una scarsa consapevolezza da parte delle aziende sulle potenzialità del web, di una certa resistenza all'uso di questo strumento per migliorare la trasparenza, infine da una immaturità delle web strategy aziendali (quando ci sono).
Ad essere ottimisti c'è quindi un notevole spazio per migliorare, purché si rimuovano gli ostacoli che frenano il potenziale del web e si impostino delle corrette strategie di comunicazione e partecipazione dei cittadini alla loro salute.
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