venerdì 27 novembre 2009

Il web e le aziende sanitarie: tanta strada da fare

Lo studio di Cergas Bocconi sull'uso del web da parte delle aziende sanitarie rileva un cattivo uso di questo strumento, sia pure con lodevoli eccezioni (poche). I ricercatori hanno considerato otto criteri di analisi (navigabilità, informazioni cliniche, community, interazione medico - paziente, PHR, informazioni per la scelta dei servizi, telemedicina, altre funzioni innovative) che, opportunamente pesati, formano il Patient Web Empowerment Index. La media nazionale, rispetto al massimo teorico di 10, si attesta a 1,5 e spazia dal 2,2 del Nord Ovest allo 0,78 delle Isole.
Tutto ciò sembra essere frutto di una scarsa consapevolezza da parte delle aziende sulle potenzialità del web, di una certa resistenza all'uso di questo strumento per migliorare la trasparenza, infine da una immaturità delle web strategy aziendali (quando ci sono).
Ad essere ottimisti c'è quindi un notevole spazio per migliorare, purché si rimuovano gli ostacoli che frenano il potenziale del web e si impostino delle corrette strategie di comunicazione e partecipazione dei cittadini alla loro salute.

Anche Engineering nella medicina generale

Il recente accordo tra Engineering e DS Medica (cartella clinica Bracco) sancisce l'ingresso della prima nel mercato del software per la medicina generale. Si amplia così il numero dei player che possono vantare un'offerta che spazia dai MMG ai sistemi territoriali ed ospedalieri. Questa condizione può rendere possibile la nascita di soluzioni ICT che supportino nuove forme di collaborazione tra l’assistenza primaria ed il sistema sanitario, come ad esempio la compartecipazione dei medici di famiglia alle campagne di prevenzione e screening (prevenzione integrata), la gestione integrata delle patologie croniche attraverso la cooperazione tra specialisti ambulatoriali e MMG, la programmazione degli accessi ambulatoriali e l’erogazione di prestazioni diagnostiche (attraverso l’interazione con il CUP), l’assistenza domiciliare.
Affinché tutto questo possa realizzarsi sono però necessarie alcune condizioni. La prima riguarda la concezione e l’architettura dei software per la medicina generale. Questi devono evolvere dall’impostazione attuale ed aprirsi verso i sistemi delle aziende sanitarie e regionali, superando la logica dell’alimentazione (o debito informativo) per sposare il paradigma della cooperazione applicativa. Questi ultimi devono a loro volta essere riprogettati, secondo un modello di architettura orientata ai servizi (SOA), in modo da consentire ai sistemi dei medici di interagire con essi.
Un percorso interessante che richiede una visione della sanità del futuro, idee nuove, investimenti e capacità di realizzazione.

martedì 24 novembre 2009

La questione meridionale

Anche nella sanità elettronica la questione meridionale è una spiacevole realtà. Ne ho avuto la conferma al 4° e-Health Forum promosso da Il Sole 24 Ore, da cui vi sto scrivendo in questo momento, ascoltando alcuni interventi, tra cui quello molto interessante di Luca Buccoliero, del Cergas Bocconi, che ha illustrato una interessante ricerca sulle web strategies delle aziende sanitarie. Anche la ricerca LITIS, che ho avuto il piacere di presentare come co-autore, fotografa, per ciò che riguarda i livelli di innovazione tecnologica in sanità, un forte squilibrio nord-sud. Tranne qualche isolata eccellenza, il livello medio delle aziende meridionali è molto più basso di quelle del nord, in particolare del nord-est. Come superare questo divario? Istituire una "cassa del mezzogiorno" per le nuove tecnologie? Francamente non lo so, mi auguro soltanto che il federalismo non accentui questo fenomeno.

giovedì 19 novembre 2009

La persona al centro

E' uno degli slogan più abusati e, francamente, scontati (chi non è d'accordo?) della sanità negli ultimi anni. Modelli organizzativi, software, convegni parlano del paziente al centro, forse per allontanare il sospetto di autoreferenzialità che qualche volta è legittimo.
Anche il Forum sul Risk Management, che si terrà ad Arezzo la prossima settimana, riprende questo concetto, declinandolo in chiave sicurezza (aiutati che Dio ti aiuta?).
Scherzi a parte, si tratta di una manifestazione interessante e ben realizzata che è riuscita a diventare un appuntamento importante in un settore, quello dei convegni, difficile e con molta concorrenza (vedi Cernobbio). Peccato che si sovrapponga, parzialmente, con l'evento organizzato dal Sole 24 Ore Sanità a Milano al quale parteciperò come relatore.
Saranno due eventi che sicuramente forniranno molti spunti di riflessione e discussione.

lunedì 16 novembre 2009

Open Source nella Sanità Pubblica

Il dibattito sull'open source è da qualche tempo molto vivace, anche per le iniziative legislative di alcune regioni. L'articolo 26 della legge 54/2009 della Regione Toscana, emanata il 5 ottobre scorso, sarà certamente oggetto di discussione tra favorevoli, contrari e mediatori sul tema del software a codice libero. Per facilità di lettura riporto l'articolo con i suoi commi:
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1. La Regione, nel rispetto della normativa statale in materia di informatizzazione della pubblica amministrazione, sostiene l’innovazione, incentiva la ricerca e promuove lo sviluppo e la diffusione di programmi informatici a codice sorgente aperto e di formati liberi come strumenti e modalità operative in grado di assicurare la libertà di accesso, l’interoperabilità tra le applicazioni ed i servizi, l’uso e lo sviluppo delle tecnologie, il pluralismo e la crescita della competitività nell’offerta dei prodotti informatici.

2. Per le finalità di cui al comma 1, i soggetti di cui all’articolo 2, comma 1, adottano programmi informatici a codice sorgente aperto e formati liberi.

3. Per le stesse finalità di cui al comma 1, la Regione favorisce ed incentiva l’adozione dei programmi informatici a codice sorgente aperto e formati liberi da parte dei soggetti di cui all’articolo 2, comma 2.

4. Ai fini della presente legge, per assicurare maggiore economicità alle attività della pubblica amministrazione e favorire al tempo stesso la concorrenza nel mercato delle soluzioni informatiche, nelle procedure di valutazione delle gare pubbliche per l’acquisizione di programmi informatici costituisce titolo preferenziale l’uso di codici sorgente aperti o di formati liberi, sulla base di una valutazione di tipo tecnico-economico delle diverse soluzioni disponibili sul mercato e delle esigenze organizzative.

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La legge va oltre quanto stabilito dalla normativa nazionale che fissa i principi e le indicazioni per consentire alle pubbliche amministrazioni di scegliere la soluzione migliore tra open source e software di tipo proprietario e, secondo alcuni, potrebbe essere in aperto contrasto con l'articolo 97 della Costituzione sul principio di imparzialità, efficienza e buon andamento della pubblica amministrazione.

L'iniziativa della Regione Toscana segue l'esempio di altre regioni e delinea un atteggiamento della pubblica amministrazione che potrà avere forti ripercussioni sul mercato. C'è da dire però che, fino a questo momento, l'uso dell'open source in sanità è limitato al software di base o ad alcune componenti infrastrutturali, mentre è ancora poco diffuso nelle applicazioni.

sabato 7 novembre 2009

Segnali contrastanti

So bene come la politica sia spesso poco coerente, ma continuo lo stesso a meravigliarmi quando leggo di comportamenti e decisioni che stridono tra di loro. Prima notizia: il governo ha deciso di posticipare, a quando saremo usciti dalla crisi (ma non stiamo già uscendo?), i fondi per la banda larga. Seconda notizia: il ministro Brunetta annuncia, per il prossimo anno, l'invio delle ricette mediche (si prevede il 40 per cento del totale) in forma elettronica mentre i certificati di malattia potranno essere inviati all' Inps via web.
Sto seguendo alcuni importanti progetti regionali incentrati su applicazioni web che incontrano molte difficoltà per la poca disponibilità di banda nei presidi sanitari periferici e, qualche volta, centrali. Siamo, purtroppo, uno dei pochi paesi evoluti che non ha ancora capito l'importanza delle infrastrutture ICT; evidentemente il mattone o l'auto suscitano più interesse.
Per quanto riguarda le ricette ed i certificati si tratta di una stima (40% entro l'anno prossimo) assolutamente non realistica, per diverse ragioni. Marketing, incapacità di analizzare il problema o carenza di comunicazione?