lunedì 26 ottobre 2009
L'oscuramento oscura le menti degli informatici (e non solo)
Uno dei punti più controversi delle linee guida sul fascicolo sanitario elettronico ed il dossier clinico deliberate dal garante per la protezione dei dati personali è il diritto, per il cittadino, di oscurare parti della sua documentazione sanitaria. Contro di esso si stanno esprimendo, in vari ambiti e modalità, molti informatici e medici. Sembra quasi che questo sacrosanto diritto possa, in qualche modo, inficiare l'utilità e l'esistenza stessa del fascicolo sanitario elettronico. Sinceramente faccio fatica a comprendere i motivi di tanto accanimento verso un principio che nei fatti è sempre esistito nel rapporto medico - paziente. Tecnicamente parlando non è un problema insormontabile, certo complica un po' le cose; la mia impressione è che si tratti più di una presa di posizione che il frutto di un ragionamento razionale. Anche tenendo conto dell'allergia, tutta italiana, verso leggi, norme e diritti, questo fenomeno mi appare poco comprensibile.
Iscriviti a:
Commenti sul post (Atom)
1 commento:
Secondo me, ma non so dire se da informatica o da utente, mi sembra che sia più sensato non lasciar accedere nessuno al fascicolo sanitario, piuttosto che oscurare informazioni sulla mia salute che possono essere utili al medico che non mi conosce e deve curarmi. Per lui può essere meglio non sapere nulla che avere la convinzione di sapere tutto. Altro conto è se il fascicolo sanitario non ha solo lo scopo di aiutare il medico che mi deve curare, ma deve fornire informazioni sulla mia salute al datore di lavoro o alle assicurazioni. Penso che la scelta delle informazioni che è importante inserire nel fascicolo, debbano essere decise solo dai sanitari che hanno in cura un certo paziente e non dal paziente stesso.Forse si può discutere se è giusto che un paziente decida o meno di avere un fascicolo sanitario e a chi vuole lassciarlo consultare e aggiornare.
Claudia
Posta un commento