giovedì 31 dicembre 2009

Come sarà il 2010?

Piuttosto che fare un bilancio dell'anno che si sta concludendo, penso sia meglio condividere con voi alcune riflessioni e previsioni per il 2010. Cosa ci porterà, in termini di innovazione per la salute in rete, il nuovo anno? Nelle previsioni del ministro Brunetta la ricetta elettronica ed i certificati digitali di malattia, obiettivi largamente sbandierati sui media ma per i quali c'è ancora tantissimo lavoro da fare. A questi si aggiungono i piani regionali e quelli delle aziende sanitarie, molto difformi tra di loro. Certamente avremo una crescita dei servizi web per i cittadini, sia pure in modo disomogeneo per territorio ed azienda. La diffusione di Internet migliora anno per anno, anche se gli ultimi dati Istat vedono ancora l'Italia in coda all'Europa (ventunesimo posto) per diffusione e utilizzo.
Ma nel 2010 ci saranno altre importanti novità che mi coinvolgono in prima persona e rappresentano l'evoluzione di questo blog e il mio impegno a favore della promozione dell'innovazione della salute in rete. Nei prossimi mesi vi fornirà maggiori dettagli. Intanto continuate a seguire questo blog.

Buon 2010!

venerdì 11 dicembre 2009

Salute 2.0

La Salute 2.0 sarà uno dei principali temi di discussione dell’eHealth Week 2010, l’evento congiunto della World of Health IT Conference & Exhibition e la High Level eHealth Conference 2010 della Commissione Europea, che si terrà dal 15 al 18 marzo 2010, a Barcellona.
Analogamente a quanto è già avvenuto in altri settori, il web 2.0 trova sempre più diffusione sulle tematiche della salute, suscitando però molte critiche ed allarmi per i potenziali rischi che comporta. Tra i punti più controversi ci sono il concetto di "self-care", la valutazione (rating) delle strutture sanitarie e dei medici da parte degli utenti, la divulgazione di contenuti sanitari non certificata (problema in realtà già presente nel web 1.0). Per i più curiosi non resta che segnalare che la sessione Health 2.0 dal titolo “In che modo le organizzazioni sanitarie e gli ospedali possono beneficiare del Web 2.0? La Sanità è pronta per aprire l’accesso alle informazioni?” avrà luogo il 18 Marzo 2010 alle ore 9.30 a Barcellona.

venerdì 27 novembre 2009

Il web e le aziende sanitarie: tanta strada da fare

Lo studio di Cergas Bocconi sull'uso del web da parte delle aziende sanitarie rileva un cattivo uso di questo strumento, sia pure con lodevoli eccezioni (poche). I ricercatori hanno considerato otto criteri di analisi (navigabilità, informazioni cliniche, community, interazione medico - paziente, PHR, informazioni per la scelta dei servizi, telemedicina, altre funzioni innovative) che, opportunamente pesati, formano il Patient Web Empowerment Index. La media nazionale, rispetto al massimo teorico di 10, si attesta a 1,5 e spazia dal 2,2 del Nord Ovest allo 0,78 delle Isole.
Tutto ciò sembra essere frutto di una scarsa consapevolezza da parte delle aziende sulle potenzialità del web, di una certa resistenza all'uso di questo strumento per migliorare la trasparenza, infine da una immaturità delle web strategy aziendali (quando ci sono).
Ad essere ottimisti c'è quindi un notevole spazio per migliorare, purché si rimuovano gli ostacoli che frenano il potenziale del web e si impostino delle corrette strategie di comunicazione e partecipazione dei cittadini alla loro salute.

Anche Engineering nella medicina generale

Il recente accordo tra Engineering e DS Medica (cartella clinica Bracco) sancisce l'ingresso della prima nel mercato del software per la medicina generale. Si amplia così il numero dei player che possono vantare un'offerta che spazia dai MMG ai sistemi territoriali ed ospedalieri. Questa condizione può rendere possibile la nascita di soluzioni ICT che supportino nuove forme di collaborazione tra l’assistenza primaria ed il sistema sanitario, come ad esempio la compartecipazione dei medici di famiglia alle campagne di prevenzione e screening (prevenzione integrata), la gestione integrata delle patologie croniche attraverso la cooperazione tra specialisti ambulatoriali e MMG, la programmazione degli accessi ambulatoriali e l’erogazione di prestazioni diagnostiche (attraverso l’interazione con il CUP), l’assistenza domiciliare.
Affinché tutto questo possa realizzarsi sono però necessarie alcune condizioni. La prima riguarda la concezione e l’architettura dei software per la medicina generale. Questi devono evolvere dall’impostazione attuale ed aprirsi verso i sistemi delle aziende sanitarie e regionali, superando la logica dell’alimentazione (o debito informativo) per sposare il paradigma della cooperazione applicativa. Questi ultimi devono a loro volta essere riprogettati, secondo un modello di architettura orientata ai servizi (SOA), in modo da consentire ai sistemi dei medici di interagire con essi.
Un percorso interessante che richiede una visione della sanità del futuro, idee nuove, investimenti e capacità di realizzazione.

martedì 24 novembre 2009

La questione meridionale

Anche nella sanità elettronica la questione meridionale è una spiacevole realtà. Ne ho avuto la conferma al 4° e-Health Forum promosso da Il Sole 24 Ore, da cui vi sto scrivendo in questo momento, ascoltando alcuni interventi, tra cui quello molto interessante di Luca Buccoliero, del Cergas Bocconi, che ha illustrato una interessante ricerca sulle web strategies delle aziende sanitarie. Anche la ricerca LITIS, che ho avuto il piacere di presentare come co-autore, fotografa, per ciò che riguarda i livelli di innovazione tecnologica in sanità, un forte squilibrio nord-sud. Tranne qualche isolata eccellenza, il livello medio delle aziende meridionali è molto più basso di quelle del nord, in particolare del nord-est. Come superare questo divario? Istituire una "cassa del mezzogiorno" per le nuove tecnologie? Francamente non lo so, mi auguro soltanto che il federalismo non accentui questo fenomeno.

giovedì 19 novembre 2009

La persona al centro

E' uno degli slogan più abusati e, francamente, scontati (chi non è d'accordo?) della sanità negli ultimi anni. Modelli organizzativi, software, convegni parlano del paziente al centro, forse per allontanare il sospetto di autoreferenzialità che qualche volta è legittimo.
Anche il Forum sul Risk Management, che si terrà ad Arezzo la prossima settimana, riprende questo concetto, declinandolo in chiave sicurezza (aiutati che Dio ti aiuta?).
Scherzi a parte, si tratta di una manifestazione interessante e ben realizzata che è riuscita a diventare un appuntamento importante in un settore, quello dei convegni, difficile e con molta concorrenza (vedi Cernobbio). Peccato che si sovrapponga, parzialmente, con l'evento organizzato dal Sole 24 Ore Sanità a Milano al quale parteciperò come relatore.
Saranno due eventi che sicuramente forniranno molti spunti di riflessione e discussione.

lunedì 16 novembre 2009

Open Source nella Sanità Pubblica

Il dibattito sull'open source è da qualche tempo molto vivace, anche per le iniziative legislative di alcune regioni. L'articolo 26 della legge 54/2009 della Regione Toscana, emanata il 5 ottobre scorso, sarà certamente oggetto di discussione tra favorevoli, contrari e mediatori sul tema del software a codice libero. Per facilità di lettura riporto l'articolo con i suoi commi:
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1. La Regione, nel rispetto della normativa statale in materia di informatizzazione della pubblica amministrazione, sostiene l’innovazione, incentiva la ricerca e promuove lo sviluppo e la diffusione di programmi informatici a codice sorgente aperto e di formati liberi come strumenti e modalità operative in grado di assicurare la libertà di accesso, l’interoperabilità tra le applicazioni ed i servizi, l’uso e lo sviluppo delle tecnologie, il pluralismo e la crescita della competitività nell’offerta dei prodotti informatici.

2. Per le finalità di cui al comma 1, i soggetti di cui all’articolo 2, comma 1, adottano programmi informatici a codice sorgente aperto e formati liberi.

3. Per le stesse finalità di cui al comma 1, la Regione favorisce ed incentiva l’adozione dei programmi informatici a codice sorgente aperto e formati liberi da parte dei soggetti di cui all’articolo 2, comma 2.

4. Ai fini della presente legge, per assicurare maggiore economicità alle attività della pubblica amministrazione e favorire al tempo stesso la concorrenza nel mercato delle soluzioni informatiche, nelle procedure di valutazione delle gare pubbliche per l’acquisizione di programmi informatici costituisce titolo preferenziale l’uso di codici sorgente aperti o di formati liberi, sulla base di una valutazione di tipo tecnico-economico delle diverse soluzioni disponibili sul mercato e delle esigenze organizzative.

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La legge va oltre quanto stabilito dalla normativa nazionale che fissa i principi e le indicazioni per consentire alle pubbliche amministrazioni di scegliere la soluzione migliore tra open source e software di tipo proprietario e, secondo alcuni, potrebbe essere in aperto contrasto con l'articolo 97 della Costituzione sul principio di imparzialità, efficienza e buon andamento della pubblica amministrazione.

L'iniziativa della Regione Toscana segue l'esempio di altre regioni e delinea un atteggiamento della pubblica amministrazione che potrà avere forti ripercussioni sul mercato. C'è da dire però che, fino a questo momento, l'uso dell'open source in sanità è limitato al software di base o ad alcune componenti infrastrutturali, mentre è ancora poco diffuso nelle applicazioni.

sabato 7 novembre 2009

Segnali contrastanti

So bene come la politica sia spesso poco coerente, ma continuo lo stesso a meravigliarmi quando leggo di comportamenti e decisioni che stridono tra di loro. Prima notizia: il governo ha deciso di posticipare, a quando saremo usciti dalla crisi (ma non stiamo già uscendo?), i fondi per la banda larga. Seconda notizia: il ministro Brunetta annuncia, per il prossimo anno, l'invio delle ricette mediche (si prevede il 40 per cento del totale) in forma elettronica mentre i certificati di malattia potranno essere inviati all' Inps via web.
Sto seguendo alcuni importanti progetti regionali incentrati su applicazioni web che incontrano molte difficoltà per la poca disponibilità di banda nei presidi sanitari periferici e, qualche volta, centrali. Siamo, purtroppo, uno dei pochi paesi evoluti che non ha ancora capito l'importanza delle infrastrutture ICT; evidentemente il mattone o l'auto suscitano più interesse.
Per quanto riguarda le ricette ed i certificati si tratta di una stima (40% entro l'anno prossimo) assolutamente non realistica, per diverse ragioni. Marketing, incapacità di analizzare il problema o carenza di comunicazione?

sabato 31 ottobre 2009

Il Fascicolo Sanitario Elettronico del Piemonte

Anche il Piemonte avrà finalmente il suo Fascicolo Sanitario Elettronico. La giunta regionale ha infatti deliberato la sua istituzione e definito i fondi per la sua realizzazione, 20 milioni di euro in quattro anni attraverso una gara pubblica. Ieri sera gli assessori Artesio e Bairati hanno presentato l'iniziativa ai direttori generali delle aziende sanitarie.
Dopo quasi quattro anni di lavoro in Regione come consulente strategico per l'ICT in sanità vedo finalmente concretizzarsi uno dei progetti che ho contribuito a disegnare e progettare con un lavoro di squadra svolto insieme al CSI Piemonte e l'Agenzia Regionale per i Servizi Sanitari.
Si tratta di un primo tassello di un più vasto programma di sanità elettronica che prevede altre importanti componenti.

venerdì 30 ottobre 2009

Creativi in campo per la sanità elettronica

Non se sia una coincidenza, ma recentemente ho visionato due proposte di sanità elettronica realizzate da due agenzie di comunicazione, di cui una focalizzata sul fascicolo sanitario elettronico. E' un fenomeno nuovo e, per certi aspetti interessante. Anche se gli addetti ai lavori, informatici in primis, storceranno il naso a questa invasione di campo, l'arrivo di esperti di comunicazione in un ambito che vuole coinvolgere sempre più il paziente nella gestione della propria salute è a mio avviso positivo.
Il web 2.0 in sanità apre in particolare nuovi scenari che richiedono competenze multi disciplinari e la capacità di comunicare ed interagire con i cittadini. Ben vengano quindi nuove idee e nuove professionalità.

Storie di ordinaria amministrazione

Nei mesi scorsi ho partecipato ad una commissione di gara per l'aggiudicazione di un sistema informativo per un'azienda sanitaria pubblica. E' stata un'esperienza umana e professionale molto interessante che si è svolta in un clima di grande serenità. In un Paese in cui gli interessi privati e la corruzione dilagano, vivere una storia di ordinaria amministrazione è stato molto appagante e rappresenta un segnale di speranza che mi induce ad essere meno pessimista per il futuro.

mercoledì 28 ottobre 2009

4° E-health Forum del Sole 24 ore

Il prossimo 24 novembre, al Palazzo delle Stelline in Milano, si terrà il quarto e-health forum organizzato da Il Sole 24 Ore. Il tema di quest'anno è come le infrastrutture per la "Sanità Elettronica" possano consentire lo sviluppo di una "Salute in Rete" con l’obiettivo di favorire la routine dei processi di assistenza, soprattutto per la gestione integrata delle malattie croniche, la collaborazione tra ospedale e territorio, l'integrazione socio-sanitaria.
Ci sarò anche io, tra i relatori, per presentare LITIS, una metodologia per misurare i livelli di innovazione tecnologica in sanità. Sarà un'occasione per fare il punto sulla sanità elettronica e, soprattutto, parlare delle sue ricadute sulla sanità di oggi e di domani.

La Sanità Elettronica come opportunità di sviluppo

Il piano di e-health promosso dal governo federale americano, di 19 miliardi di dollari, avrà una importante ricaduta anche in termini occupazionali. Secondo William Hersh della Oregon Health & Science University il numero di nuovi posti di lavoro potrebbe oscillare tra 41.000 e 200.000 nell'ipotesi più ottimistica, previsioni confermate dal Bureau of Labor Statistics. Malgrado, sia a destra, sia a sinistra, ci siano tanti ammiratori del modello e della politica americana, i piani nazionali di e-gov, per ciò che riguarda la sanità, prevedono pochi fondi e non è neppure certo che poi questi ci siano per davvero. Quando capiremo che l'innovazione può essere un formidabile motore di sviluppo sociale ed economico e che non esistono solo le automobili?

lunedì 26 ottobre 2009

Web 2.0 e sanità: un po' di confusione

Anche in sanità si parla molto di web 2.0. Mi è capitato di recente di assistere ad una presentazione del progetto web 2.0 della Ulss di Asolo, una delle aziende sanitarie più innovative e di rimanere un po' perplesso. Rispetto ai portali delle altre aziende siamo certamente un bel passo avanti, sia come stile (carini i pulsanti dei servizi in stile Iphone, molto trendy), sia come contenuti informativi. Parlare però di web 2.0 non mi sembra sia appropriato, pur considerando tutte le discussioni che si fanno intorno a questa definizione. La partecipazione dei cittadini ai contenuti del portale si limita ai commenti questi possono lasciare nell'area blog, un po' poco per parlare di web 2.0. Senza scomodare FaceBook ed affini in Inghilterra, per fare un confronto, nel portale del servizio sanitario nazionale i pazienti possono esprimere il loro giudizio sui servizi o sulle cure ricevute; in altri portali discutere di patologie ed esperienze correlate.

L'oscuramento oscura le menti degli informatici (e non solo)

Uno dei punti più controversi delle linee guida sul fascicolo sanitario elettronico ed il dossier clinico deliberate dal garante per la protezione dei dati personali è il diritto, per il cittadino, di oscurare parti della sua documentazione sanitaria. Contro di esso si stanno esprimendo, in vari ambiti e modalità, molti informatici e medici. Sembra quasi che questo sacrosanto diritto possa, in qualche modo, inficiare l'utilità e l'esistenza stessa del fascicolo sanitario elettronico. Sinceramente faccio fatica a comprendere i motivi di tanto accanimento verso un principio che nei fatti è sempre esistito nel rapporto medico - paziente. Tecnicamente parlando non è un problema insormontabile, certo complica un po' le cose; la mia impressione è che si tratti più di una presa di posizione che il frutto di un ragionamento razionale. Anche tenendo conto dell'allergia, tutta italiana, verso leggi, norme e diritti, questo fenomeno mi appare poco comprensibile.

domenica 25 ottobre 2009

Nuova versione di Mirth






E' stata rilasciata la versione 1.8.2 di Mirth Connect, un interessante middleware open source che supporta le versioni 2 e 3 di HL7. Tra le novità più significative un incremento delle prestazioni fino al 50% ed il supporto alla versione 1.6 di Java.
E' stato inoltre rilasciato Mirth Exchange, un repository di interfacce e relativa documentazione per Mirth Connect. Si tratta di una lodevole iniziativa volta a favorire lo scambio di idee e progetti basati su questo middleware.

Insiel Mercato va a Ital TBS

Il gruppo ITAL TBS ha vinto la gara per l'acquisizione di Insiel Mercato, società nata da uno spin off di Insiel e posseduta al 100% dalla regione Friuli Venezia Giulia.
Continua così il trend di concentrazione del settore che vede ridursi il numero dei player per fusioni o acquisizioni, fenomeno che ci si augura possa permettere, a realtà aziendali di maggiori dimensioni, maggiori investimenti nei prodotti e nelle risorse umane.

Chi ha incastrato il Fascicolo Sanitario Elettronico ?

A Salute @ Venezia, tra le varie conferenze, ha suscitato la mia attenzione "Chi ha incastrato il Fascicolo Sanitario Elettronico ?", titolo ironico credo partorito dall'effervescente Claudio Saccavini. Non c'è dubbio che il FSE è uno degli argomenti più gettonati della sanità elettronica, vuoi per i diversi progetti regionali, vuoi per il recente parere del garante della privacy. In pochi anni il FSE è diventato la pietra filosofale della sanità elettronica, anche se su come realizzarlo e cosa metterci dentro il dibattito è più aperto che mai, per non parlare poi del Patient Summary che è la tipologia di documenti più controversa da disegnare e gestire.
Ho assistito al dibattito, dopo gli interventi dei relatori, senza intervenire. La mia sensazione, frutto anche della mia esperienza diretta nella questione, è che ancora una volta noi informatici ci lasciamo prendere da quella che definirei la sindrome della de-contesualizzazione, ossia di provare a disegnare soluzioni astratte, partendo dalle tecnologie e dalle opportunità che queste offrono, senza invece partire dai casi concreti e dalle esigenze dei medici. Parlare in astratto ad esempio di patient summary è un non senso. Non capisco perché, considerato che l'80% delle risorse sanitarie sono assorbite dalle patologie croniche, non si possa partire da queste e dai modelli assistenziali che le trattano, come la gestione integrata MMG - ospedale, le reti di patologia, per disegnare documenti, funzioni, modalità di accesso e così via.
Si eviterebbe, in questo modo, di progettare e realizzare soluzioni che tentano di trasporre in astratto il paradigma e l'organizzazione della sanità cartacea con la sanità digitale. Ma questo è un altro lungo discorso che merita un approfondimento che farò in un prossimo post.

sabato 24 ottobre 2009

Salute @ Venezia

Ieri ho visitato Salute @ Venezia per incontrare un po' di amici e colleghi e discutere di sanità elettronica. La location che l'organizzatore (Medmatica) ha scelto mi ha davvero colpito molto. L'Ospedale dell'Angelo, a Mestre, è una struttura molto innovativa e bella nel senso più ampio del termine: garage sotterraneo con ampia disponibilità di posti, anche alle 10 del mattino, fermata autobus coperta, stazione ferroviaria! Entrando poi si rimane davvero a bocca aperta; guardate la hall.

Per i più curiosi segnalo il sito del progetto, http://www.nuovospedalemestre.it.
Il convegno era invece collocato in un padiglione un po' distante dal corpo principale, il padiglione Giovanni Rama (c'è una emme al posto di una enne, quindi non parliamo di tortellini...). Bello ma scomodo (aule piccole e sovraffollate). Particolare curioso l'area espositiva era collocata nel garage, location inusuale e piuttosto fredda (era aperto). In fondo però i più grandi innovatori dell'informatica hanno iniziato in un garage ...

Perché un blog

Come spinge un innovatore tenace, che già non riesce a sviluppare tutte le idee che gli vengono in mente, a scrivere un blog? E su cosa poi? Sicuramente un po' di nostalgia, perché in fondo il primo amore non si scorda mai (ho iniziato la mia attività professionale come giornalista), poi la mancanza di un mezzo con cui esprimermi e comunicare dopo la chiusura della newsletter Sanità Elettronica di Forum PA. Il tema di questo blog sarà la salute in rete, con le sue implicazioni organizzative e sociali. Uno spazio tutto mio dove potermi esprimere liberamente su tutto ciò che il mio lavoro mi permette di osservare, imparare, applicare.