martedì 23 febbraio 2010

Ipad e la medicina

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Come era prevedibile, il lancio dell'ultima creazione di Apple, l'Ipad, ha suscitato un grande dibattito in rete e sui media. Tra le categorie professionali più interessate al nuovo dispositivo ci sono i medici che guardano con interesse alle caratteristiche del nuovo prodotto e alla sua eccellente interfaccia utente che ripropone, in scala più grande, quella dell'Iphone.
Questo fenomeno ha indotto due aziende americane ad annunciare il rilascio di versioni dedicate ad Ipad delle loro soluzioni: Epocrates, un'applicazione mobile per la consultazione di informazioni inerenti i farmaci, le patologie, gli esami di laboratorio, etc..; MacPractice, una cartella clinica elettronica.
Sono convinto che, con le giuste applicazioni, l'Ipad possa diventare un prezioso strumento di lavoro per i medici.

mercoledì 20 gennaio 2010

Il Fascicolo Sanitario Elettronico fantasma


Rimanendo in tema di fiction, ossia di finzione, volevo commentare con voi la notizia sulla diffusione del Fascicolo Sanitario Elettronico, diramata dalla FIASO e che ha avuto una grossa eco sui media nazionali.
Riporto qui due passi: "I dati in possesso della Federazione Italiana delle Aziende Sanitarie ed Ospedaliere (Fiaso) dicono che ad oggi il 43% delle Asl, il 62% delle aziende ospedaliere e dei presidi ospedalieri, oltre che il 19% degli ambulatori territoriali interagiscono in qualche modo con il Fascicolo Sanitario Elettronico." ed ancora
"Riguardo il FSE e il Patient Summary, che di fatto contiene condensata la storia clinica dell'assistito, le ultimissime rilevazioni dicono che sono 7 le Regioni con una diffusione del Fascicolo in oltre il 75% di Asl e aziende ospedaliere: Lombardia, Friuli (dove il FSE non e' pero' accessibile per gli operatori sanitari, come medici ospedalieri, medici di famiglia e specialisti ambulatoriali), Emilia Romagna (ma per gli operatori la diffusione e' inferiore al 25%), Toscana, Calabria (anche qui con diffusione fuori di Asl e Ao inferiore al 25%), Sicilia (con diffusione presente solo per le aziende) e Sardegna."
Chiunque conosca un po' il settore e la tematica, nonché l'avanzamento dei progetti regionali di FSE, non può che sorridere di fronte a notizie come queste che, purtroppo, non sono veritiere. Ma è così difficile, prima di fare brutte figure, rivolgersi a qualche esperto (in giro ce ne sono diversi)?

Dr House e la salute 2.0

Molti di voi conosceranno la fiction "Dr. House" che attualmente è in programmazione su Italia 1. Nella puntata della settimana scorsa l'equipe del burbero dottore era alle prese con il complicato (tanto per cambiare) caso di un programmatore di videogiochi. Senza House, ricoverato in una clinica per disintossicarsi, i suoi medici brancolavano nel buio, procedendo come al solito per ipotesi successive. La novità, rispetto al solito cliché, era però il paziente che, non fidandosi dei medici, postava in Internet i suoi sintomi chiedendo un aiuto alla rete. Con l'aggravarsi delle condizioni il paziente decideva di promettere 25.000 dollari a colui che avrebbe fornito la diagnosi corretta. House, in crisi di astinenza non solo di Vicodin ma anche dei rebus del suo reparto, partecipa in incognito risolvendo il caso a distanza.
Credo sia uno dei primi casi in cui la salute 2.0 (diagnosi partecipata) venga mostrata in una popolare serie televisiva. Certamente un segnale preoccupante per tutti quei medici che già oggi si trovano a dover affrontare pazienti sempre più informati (non sempre però in modo corretto).

martedì 12 gennaio 2010

Patient Summary: cosa, come, quando

All'interno del gruppo di lavoro di HL7 Italia sul Patient Summary la discussione sui contenuti, i vincoli e le modalità di rappresentazione dei dati è particolarmente vivace ed interessante. Si tratta di un'iniziativa molto utile perché vuole omogeneizzare ed uniformare quanto alcune regioni hanno già definito, giungendo così ad un patient summary italiano. Particolarmente significativa è poi la partecipazione di alcuni medici di medicina generale che si dimostrano preparati e propositivi nella discussione. Ricordo a tutti che, a differenza di altri tavoli o ambiti di lavoro, HL7 Italia è un'associazione aperta a tutti coloro che, a vario titolo, hanno interesse agli standard e all'informatica sanitaria. Rappresenta quindi un punto di incontro tra tutti gli addetti ai lavori, senza barriere di gerarchie e ruoli.

giovedì 31 dicembre 2009

Come sarà il 2010?

Piuttosto che fare un bilancio dell'anno che si sta concludendo, penso sia meglio condividere con voi alcune riflessioni e previsioni per il 2010. Cosa ci porterà, in termini di innovazione per la salute in rete, il nuovo anno? Nelle previsioni del ministro Brunetta la ricetta elettronica ed i certificati digitali di malattia, obiettivi largamente sbandierati sui media ma per i quali c'è ancora tantissimo lavoro da fare. A questi si aggiungono i piani regionali e quelli delle aziende sanitarie, molto difformi tra di loro. Certamente avremo una crescita dei servizi web per i cittadini, sia pure in modo disomogeneo per territorio ed azienda. La diffusione di Internet migliora anno per anno, anche se gli ultimi dati Istat vedono ancora l'Italia in coda all'Europa (ventunesimo posto) per diffusione e utilizzo.
Ma nel 2010 ci saranno altre importanti novità che mi coinvolgono in prima persona e rappresentano l'evoluzione di questo blog e il mio impegno a favore della promozione dell'innovazione della salute in rete. Nei prossimi mesi vi fornirà maggiori dettagli. Intanto continuate a seguire questo blog.

Buon 2010!

venerdì 11 dicembre 2009

Salute 2.0

La Salute 2.0 sarà uno dei principali temi di discussione dell’eHealth Week 2010, l’evento congiunto della World of Health IT Conference & Exhibition e la High Level eHealth Conference 2010 della Commissione Europea, che si terrà dal 15 al 18 marzo 2010, a Barcellona.
Analogamente a quanto è già avvenuto in altri settori, il web 2.0 trova sempre più diffusione sulle tematiche della salute, suscitando però molte critiche ed allarmi per i potenziali rischi che comporta. Tra i punti più controversi ci sono il concetto di "self-care", la valutazione (rating) delle strutture sanitarie e dei medici da parte degli utenti, la divulgazione di contenuti sanitari non certificata (problema in realtà già presente nel web 1.0). Per i più curiosi non resta che segnalare che la sessione Health 2.0 dal titolo “In che modo le organizzazioni sanitarie e gli ospedali possono beneficiare del Web 2.0? La Sanità è pronta per aprire l’accesso alle informazioni?” avrà luogo il 18 Marzo 2010 alle ore 9.30 a Barcellona.

venerdì 27 novembre 2009

Il web e le aziende sanitarie: tanta strada da fare

Lo studio di Cergas Bocconi sull'uso del web da parte delle aziende sanitarie rileva un cattivo uso di questo strumento, sia pure con lodevoli eccezioni (poche). I ricercatori hanno considerato otto criteri di analisi (navigabilità, informazioni cliniche, community, interazione medico - paziente, PHR, informazioni per la scelta dei servizi, telemedicina, altre funzioni innovative) che, opportunamente pesati, formano il Patient Web Empowerment Index. La media nazionale, rispetto al massimo teorico di 10, si attesta a 1,5 e spazia dal 2,2 del Nord Ovest allo 0,78 delle Isole.
Tutto ciò sembra essere frutto di una scarsa consapevolezza da parte delle aziende sulle potenzialità del web, di una certa resistenza all'uso di questo strumento per migliorare la trasparenza, infine da una immaturità delle web strategy aziendali (quando ci sono).
Ad essere ottimisti c'è quindi un notevole spazio per migliorare, purché si rimuovano gli ostacoli che frenano il potenziale del web e si impostino delle corrette strategie di comunicazione e partecipazione dei cittadini alla loro salute.